Definizione di articolo.

 

Parola accessoria che segnala un sostantivo o altra parola sostantivata (per es. la letturail leggere ; la fatturail fatturato ), definendone il genere e il numero. Può definire un oggetto singolo (articolo determinativo: il, lo, la, i, gli, le) o imprecisato (articolo indeterminativo: un, uno, una). L’articolo determinativo deriva da un pronome dimostrativo indebolito (lat. ille, illa); quello indeterminativo dal numerale indebolito (lat. unus, una). Le forme normali maschili sono il, i, un; le forme lo (pl. gli ) e uno si usano davanti a vocale (l’albero, un albero), z (lo zero, uno zero), i consonante (lo iato), u consonante, con possibilità di elisione (l’uomo, lo uadi), a gruppi di consonanti contenenti s (lo sfratto, lo psicologo) e davanti a gn, pn (lo gnocco, lo pneumatico). La forma la si elide sempre davanti a vocale (l’arte, l’erba), solo facoltativamente si elide la forma le (le arti, le erbe più frequenti che l’arti, l’erbe).

L’articolo “un” maschile non si apostrofa. 

Fonte: Google

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L’articolo nell’antica Grecia: la storia.

Nacque nell’indoeuropeo con funzione determinativa, cioè dimostrativa in forma di pronome; il processo fu analogo a quello del dimostrativo latino ille – illa illud, così come per le lingue romanze (il – la – lo). Nella ricostruzione dell’originale indoeuropeo si ha un *so- e *sa-, in cui la sibilante man mano si è indebolita passando ad aspirata con lo spirito *so > ὁ e *sa > ἡ nella forma tipica allungata dell ionico attico. Da un tema *to-/-ta si è formato il resto della declinazione dell’articolo greco, che comprende i tre generi maschile, femminile, neutro, e i numeri singolare, duale, plurale, rispecchiando le terminazioni della II declinazione greca nel maschile e nel neutro, mentre per il femminile la I dell’α impuro lungo.

I casi retti derivano probabilmente da un’originaria forma *τοδ, analoga a quella dei pronomi neutri latini (illud – istud – aliud), con caduta della dentale in fine di parola; le forme del nominativo plurale in origine erano le enclitiche τοι e ται attestate in Omero, per poi uniformarsi in οἱ e αἱ.

L’articolo ha funzione determinativa, l’indeterminativo non esiste, ma è sostituito da alcune particelle come μεν e δε per indicare “questo” o “quello”.

 

Fonte: Wikipedia

 

 

Articoli indeterminativi maschili

Spiegazione

 

 

 

 

 

 


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